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Gli investitori in criptovalute passano alla fase di “paura estrema” di fronte a un mercato che crolla nuovamente

by Thomas

Dal suo ultimo massimo storico, il Bitcoin non riesce a liberarsi in modo duraturo dalla forza di attrazione esercitata dal livello simbolico dei 100.000 dollari. Una situazione all’origine di nuove liquidazioni massicce, mentre alcune criptovalute storiche registrano un’impennata al rialzo.

Gli investitori in criptovalute precipitano in uno stato di «paura estrema»

Appena un mese fa, il Bitcoin registrava un nuovo massimo storico a quota 126.000 dollari. Un record che si è rivelato premonitore del crollo del mercato avvenuto pochi giorni dopo, con un ammontare delle liquidazioni superiore ai 20 miliardi di dollari.

Da allora, il mercato delle criptovalute sta cercando di risalire la china, senza vero successo. Tranne forse per alcuni token storici come Zcash (ZEC), sostenuto da un entusiasmo quasi incredibile da parte di chi vuole vederlo come un’alternativa rivoluzionaria al BTC.

E la situazione non sembra destinata a migliorare nell’immediato, se si considera il nuovo calo del mercato che ha provocato liquidazioni per 1,37 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore. Un’occasione per l’indice Fear & Greed di registrare un livello di «paura estrema» tra gli investitori, stanchi della scarsa performance del mercato.

Gli investitori in criptovalute scivolano nella «paura estrema»

Gli investitori in criptovalute scivolano nella «paura estrema»

Il mercato statunitense degli ETF Bitcoin spot è in rosso

Allo stesso tempo, il BTC registra una delle peggiori performance della sua storia dal 2014 per un mese di ottobre, con un calo di quasi il 4% alla chiusura mensile.

Una situazione che incide direttamente sul mercato statunitense degli ETF spot su Bitcoin, con 4 giorni consecutivi di deflussi netti che ammontano complessivamente a oltre 1,3 miliardi di dollari.

Il mercato degli ETF Bitcoin spot registra deflussi significativi

Il mercato degli ETF Bitcoin spot registra deflussi significativi

Solo Solana fa eccezione, con oltre 260 milioni di dollari di afflussi netti registrati dal lancio del fondo BSOL di Bitwise il 28 ottobre e 65,2 milioni di dollari nella sola giornata del 3 novembre.

È degno di nota il fatto che il mercato azionario abbia evidentemente beneficiato di un vero e proprio effetto «Uptober», raggiungendo «un record di 148.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato». Un rialzo tuttavia largamente dominato dalle performance dei sette principali colossi tecnologici statunitensi (i «Magnificent 7»), la cui quota di mercato nell’S&P500 è passata dal 12,3% del 2015 all’attuale 36,6%.

«Impennate folli di vecchie shitcoin abbandonate»

Un contesto complicato che vede comunque alcune criptovalute riuscire a distinguersi. Infatti, il rialzo in controtendenza di Zcash sembra ispirarne altre in quello che l’analista Adam Cochran definisce «impennate folli di vecchie shitcoin abbandonate».

La cosa più preoccupante sono i rialzi folli di vecchie «shitcoin» abbandonate. Vedere cose come DCR o DASH esplodere è davvero una grande assurdità tipica della fine del ciclo.

Adam Cochran

I «balzi folli di vecchie shitcoin abbandonate» citati da Adam Cochran

I «balzi folli di vecchie shitcoin abbandonate» citati da Adam Cochran

Infatti, mentre lo ZEC registra un rialzo del 200% negli ultimi 30 giorni, il DASH schizza del 300% nello stesso periodo e il DCR del 200% negli ultimi 7 giorni. Una situazione che coinvolge anche il BAT e lo ZEN, con rialzi rispettivamente del 30% e del 70% negli ultimi 7 giorni.

Al momento della stesura di questo articolo, il prezzo del BTC sta nuovamente testando il supporto intorno ai 103.000 dollari. Una rottura confermata sul grafico giornaliero potrebbe spingerlo rapidamente al di sotto della soglia simbolica dei 100.000 dollari. Situazione identica per il resto del mercato delle criptovalute, con il TOTAL2 in posizione instabile sul livello dei 1.340 miliardi di dollari.

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