Il timore si sta diffondendo in Francia, di fronte a un’impennata senza precedenti delle aggressioni perpetrate ai danni dei possessori di criptovalute dall’inizio dell’anno. Preoccupazioni ampiamente accentuate dall’introduzione della normativa europea DAC8 in materia di sorveglianza fiscale, che potrebbe rapidamente peggiorare la situazione.
Ha paura di dichiarare oggi le sue plusvalenze in criptovalute?
Sebbene l’anno sia iniziato appena tre settimane fa, i casi di rapimenti e sequestri legati alle criptovalute stanno registrando un’escalation molto preoccupante, con un numero di casi in costante aumento a seguito di quello che alcuni esperti descrivono come un cambiamento di strategia – e di obiettivi – da parte della criminalità organizzata.
Una realtà con cui si scontra frontalmente l’attuazione della direttiva europea DAC8, in vigore dal 1° gennaio. E a ragione, poiché essa comporta la raccolta di dati – quali l’identità e i recapiti dell’investitore, ma anche il volume, il tipo e il valore delle transazioni – relativi alle operazioni in criptovalute, al fine di trasmetterli alle autorità fiscali.
Il problema? La centralizzazione di queste informazioni sensibili rappresenta un evidente rischio di fuga o furto di dati, in particolare allo scopo di individuare i possessori di criptovalute più redditizi da derubare, oppure di rivendere tali informazioni sul dark web a criminali alla ricerca di vittime da spogliare.
E non si tratta di una semplice ipotesi, poiché una funzionaria dell’amministrazione fiscale è attualmente oggetto di un procedimento penale per associazione a delinquere, dopo aver fornito a un misterioso committente informazioni sull’identità di alcuni investitori in criptovalute.
Un contesto molto preoccupante, all’origine di una legittima domanda sul nostro account X, per sapere come intendete dichiarare le vostre plusvalenze in criptovalute e/o adottare misure per cercare di ridurre al minimo la vostra possibile esposizione a questo tipo di attacchi.
Avete paura di dichiarare oggi le vostre plusvalenze in criptovalute?
Negli ultimi mesi, diversi casi di rapimenti e sequestri di persona ai danni di individui (o dei loro cari) in possesso di un ingente patrimonio in criptovalute hanno fatto notizia.
L’obiettivo era chiaro: rubare o…— Cryptoast (@CryptoastMedia) 20 gennaio 2026
«Non si parla più solo di tasse, ma di protezione personale e dei propri cari»
L’inquietudine è palpabile nelle vostre risposte, al punto da temere un possibile spostamento di questi attacchi verso i possessori di criptovalute meno abbienti.
Infatti, secondo alcuni di voi sarebbe molto ottimistico credere troppo rapidamente «che le fughe e il taglio delle dita riguardino solo eventuali milionari, alcuni ucciderebbero per 10 o 15.000 euro», o addirittura meno.
Di conseguenza, la questione della dichiarazione fiscale delle plusvalenze diventa per alcuni un vero e proprio «problema di sicurezza personale (…) non per volontà di frode ideologica, ma per la paura molto concreta di diventare un potenziale bersaglio». Tanto più senza la certezza di sapere chi vi avrà infine accesso.
Sono semplicemente passato a una piattaforma senza KYC. Non si può restare con le mani in mano, aspettando che accada il peggio. Preferisco avere a che fare con il fisco piuttosto che perdere un dito o mettere in pericolo la mia famiglia.
Tuttavia, sembra importante precisare che «dalla direttiva DAC8 di inizio anno, le piattaforme centralizzate inviano tutti i dati al fisco francese, rendendoli quindi accessibili ai criminali, anche senza dichiarare plusvalenze», con la promessa associata di un’esplosione dei controlli…
Ovviamente, questo articolo non intende incoraggiare la mancata dichiarazione delle plusvalenze in criptovalute, ma si limita a esporre le preoccupazioni dei loro detentori di fronte all’aumento dei casi di rapimenti e sequestri legati alle criptovalute.