La piattaforma decentralizzata Uniswap continua a svilupparsi in un contesto normativo ormai molto più favorevole. È l’occasione per il suo fondatore, Hayden Adams, di confermare il «fee switch» tanto atteso dai possessori di token UNI.
Uniswap propone l’attivazione di un «fee switch»
Dal suo lancio nel 2018 sulla blockchain di Ethereum, la piattaforma decentralizzata (DEX) Uniswap si è affermata come un attore imprescindibile nell’ecosistema delle criptovalute. Una posizione rafforzata nel 2020 in seguito all’airdrop di token UNI destinato ai suoi utenti.
Una criptovaluta del protocollo di finanza decentralizzata (DeFi) il cui ruolo si limitava finora a garantire un potere di governance, in particolare partecipando alle votazioni della comunità. Per questo motivo, i suoi possessori chiedevano già da tempo l’introduzione di un «fee switch».
In pratica, ciò comporta una modifica nella gestione dei ricavi generati dal protocollo al fine di favorire i possessori di token, ma anche di attrarre una comunità più ampia. Una scelta che è stata appena confermata da Uniswap Labs, che ha avviato contemporaneamente una fusione con la Fondazione Uniswap.
Un notevole cambiamento di dinamica annunciato dal fondatore di Uniswap, Hayden Adams, a seguito della revoca delle restrizioni finora imposte da «un contesto normativo ostile, che è costato migliaia di ore e decine di milioni di dollari in spese legali».
UNI è stato lanciato nel 2020, ma negli ultimi cinque anni Uniswap Labs non ha potuto partecipare in modo significativo alla governance del protocollo ed è stata fortemente limitata nella sua capacità di creare valore per la comunità. Oggi tutto questo finisce!
Hayden Adams
«UNIfication»: una strategia intensiva di burn
Questa proposta porta il nome altamente simbolico di «UNIfication». L’obiettivo: «gettare le basi per il prossimo decennio di crescita del protocollo» attraverso una politica di burn che avrà inizio con «la distruzione di 100 milioni di token UNI provenienti dalla tesoreria, che rappresentano le commissioni che avrebbero potuto essere bruciate se il “fee switch” fosse stato attivato sin dal lancio».
Parallelamente a questa riduzione dell’offerta del token UNI, il piano UNIfication propone anche di utilizzare le commissioni generate dal DEX Uniswap e dal sequencer Unichain per bruciare un numero ancora maggiore di unità. Inoltre, anche i rendimenti dei suoi fornitori di liquidità riceveranno una spinta, grazie a un metodo denominato «Protocol Fee Discount Auctions», finalizzato in particolare a «internalizzare il Maximal Extractable Value (MEV) a beneficio del protocollo».
Infine, la versione V4 di Uniswap integrerà degli «aggregator hooks» in grado di «raccogliere commissioni di protocollo da fonti di liquidità esterne». Allo stesso tempo, Uniswap Labs annuncia la sospensione della riscossione delle commissioni sulla propria interfaccia, sul proprio portafoglio e sulla propria API, al fine di stimolare ulteriormente questo programma.
Il token UNI schizza alle stelle
Un annuncio che ha evidentemente convinto i possessori di token UNI, con un rialzo del 50% nelle ultime ore che ha spinto il suo prezzo oltre i 10 dollari, prima di tornare a attestarsi sul livello di 8,70 dollari al momento della stesura di questo articolo.

Il token UNI ha registrato un forte rialzo nelle ultime ore
Al momento non sono disponibili dettagli che consentano di conoscere l’effettiva percentuale delle commissioni destinata al burn. In ogni caso, il protocollo Uniswap è stato tra i più performanti della DeFi negli ultimi mesi, con la prospettiva di generare oltre 2 miliardi di dollari di ricavi annualizzati.