L’agenzia di rating Moody’s ha mantenuto il rating sovrano della Francia, lanciando però un allarme sul rischio di un peggioramento delle condizioni economiche. È il terzo avvertimento che la Francia riceve in un mese.
Moody’s mantiene il rating ma modifica l’outlook
Dopo Fitch e S&P, è stata la volta dell’agenzia di rating Moody’s di aggiornare il rating sovrano della Francia. Ha mantenuto il rating al quarto livello (AA3), ma ha modificato la prospettiva, che passa da « stabile » a « negativa ».
Moody’s sottolinea la situazione politica della Francia e mette in guardia sui ritardi nell’adozione del bilancio 2026. Secondo gli analisti, questa situazione indebolisce notevolmente le prospettive economiche della Francia:
L’instabilità politica rischia di ostacolare la capacità del governo di affrontare sfide politiche di ampia portata, quali l’elevato deficit di bilancio, l’aumento del debito e il costante incremento dei costi di finanziamento.
Moody’s punta inoltre il dito contro la sospensione della riforma delle pensioni, ritenuta dannosa per l’economia a lungo termine:
[La sospensione] potrebbe aggravare le difficoltà di bilancio del governo e incidere negativamente sul tasso di crescita potenziale dell’economia, riducendo l’offerta di lavoro.
Terzo avvertimento da parte delle agenzie di rating
Le agenzie di rating, che valutano la capacità di uno Stato di rimborsare il proprio debito, assegnano regolarmente un rating che misura il rischio di insolvenza. La Francia, fino ad allora all’avanguardia a livello mondiale, è scivolata progressivamente nella classifica.
Nel giro di un mese, le altre agenzie di rating S&P e Fitch hanno entrambe abbassato il rating della Francia, che è passato da AA- a A+, il quinto miglior rating attribuibile. La situazione politica della Francia desta preoccupazione, in un momento in cui il Paese non sembra riuscire a dotarsi di un bilancio.
Il ministro dell’Economia Roland Lescure ha reagito alla valutazione di Moody’s, sottolineando l’importanza di trovare un compromesso all’Assemblea:
Questa decisione testimonia l’assoluta necessità di costruire un percorso collettivo verso un compromesso di bilancio.
La polveriera dell’Assemblea di fronte alle esigenze di bilancio
Senza una maggioranza, il primo ministro Sébastien Lecornu aveva compiuto nelle ultime settimane un passo verso il Partito Socialista, annunciando la sospensione della riforma delle pensioni. Ma il partito non intende rinunciare al proprio vantaggio: esige l’adozione della tassa Zuckman, pena la mozione di sfiducia al governo.
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L’equilibrio particolarmente precario in cui si trova il governo rende quindi molto difficile l’adozione di un bilancio che consenta la riduzione del deficit francese entro dicembre, un obiettivo che tuttavia è stato ribadito da Roland Lescure:
Il governo rimane determinato a rispettare l’obiettivo di un deficit del 5,4% del PIL annunciato per il 2025 e a perseguire un percorso ambizioso di riduzione del deficit pubblico per tornare al di sotto del 3% del PIL nel 2029, preservando al contempo la crescita.