Di fronte alla proliferazione dei quadri normativi nel settore delle criptovalute, il gigante delle stablecoin Tether si presenta come un paradosso. Infatti, il suo USDT ha appena superato la soglia dei 500 milioni di utenti, mentre la sua quota di mercato è in calo in giurisdizioni come l’Unione Europea o gli Stati Uniti.
Tether: il dominio dell’USDT in declino
La corsa alla regolamentazione è iniziata nelle principali giurisdizioni del mondo, con l’obiettivo di controllare – o accompagnare – lo sviluppo del settore delle criptovalute. Una dinamica ormai associata a un’evidente dimensione competitiva, volta ad affermarsi come il miglior terreno di accoglienza per questa economia del Web3.
Da un lato, gli operatori del settore delle criptovalute si adeguano ai requisiti imposti per ottenere le autorizzazioni necessarie. Dall’altro, il leader mondiale del mercato delle stablecoin, Tether, si ritrova escluso da questi nuovi spazi normativi, con il suo USDT già considerato una criptovaluta non gradita nell’Unione Europea e negli Stati Uniti.
Di conseguenza, la quota di mercato dell’USDT è scesa da oltre il 70% nell’ottobre dello scorso anno all’attuale 62,5%. Un calo significativo a evidente vantaggio della concorrenza, come l’USDC di Circle, che registra un aumento di quasi il 6% – raggiungendo il 26% – in questo periodo, o l’USDe del protocollo Ethena, che supera ormai il 4%.

Quote di mercato del settore delle stablecoin
Ovviamente, Tether sta cercando di reagire sviluppando stablecoin conformi alle normative, come l’USAT, pensato appositamente per il mercato statunitense, oppure stringendo partnership con società regolamentate nell’Unione europea, come l’azienda maltese StablR o la società olandese Quantoz.
Tuttavia, l’adeguamento (o la sottomissione?) normativo che questo tipo di approccio comporta non sembra rientrare tra le priorità del suo amministratore delegato, Paolo Ardoino.
500 milioni di utenti in tutto il mondo
Gli analisti concordano sulle conseguenze normative che gravano sul dominio dello stablecoin USDT di Tether. Tuttavia, ritengono anche che questa situazione comporti un impatto geografico limitato.
E non è certo Paolo Ardoino a dire il contrario, di fronte a un numero di utenti in costante aumento che ha ormai superato i 500 milioni.
L’USDT di Tether ha ufficialmente raggiunto i 500 milioni di utenti! Probabilmente il più grande successo della storia in materia di inclusione finanziaria.
Paolo Ardoino
Al centro di questa crescente diffusione, c’è uno sviluppo senza precedenti dell’utilizzo dell’USDT nei paesi emergenti alla ricerca di strumenti monetari stabili e indipendenti dalle decisioni e dalle politiche dei propri governi. Un’occasione per Tether di promuovere il proprio impatto positivo in Kenya, in un documentario pubblicato sulla rete X.
L’adozione delle criptovalute, infatti, non si limita alle grandi potenze mondiali che cercano di controllarne lo sviluppo, quasi esclusivamente in relazione alle operazioni di trading. Nei paesi emergenti esiste una vera e propria vocazione monetaria, al centro della quale le stablecoin come l’USDT potrebbero svolgere un ruolo centrale, lontano dai requisiti normativi dell’Unione europea o degli Stati Uniti.