L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca prometteva una nuova era di adozione e normative favorevoli per il settore delle criptovalute. Una speranza inizialmente condivisa dal fondatore di Cardano, Charles Hoskinson, che ora sembra lasciare il posto a una profonda disillusione, iniziata già con il lancio del memecoin TRUMP.
Charles Hoskinson critica la politica sulle criptovalute di Donald Trump
Durante la sua campagna elettorale, Donald Trump ha moltiplicato le promesse nei confronti del settore delle criptovalute. Un approccio ampiamente accolto con favore e sostenuto da un ecosistema americano stanco di lottare contro la politica repressiva condotta nei suoi confronti dall’amministrazione Biden e dall’ex presidente della SEC, Gary Gensler.
In quel periodo, il fondatore della blockchain Cardano, Charles Hoskinson, amava presentarsi come uno stretto consigliere di Donald Trump in materia di criptovalute. Una posizione che avrebbe permesso al suo token ADA di figurare nei primi annunci relativi a una riserva strategica nazionale in criptovalute, già ben lontana da quella inizialmente e esclusivamente promessa in Bitcoin.
Poi Donald Trump lancerà il suo memecoin TRUMP e nulla sarà più come prima. Un limite superato che scatenerà ciò che Charles Hoskinson descrive come un’evidente perdita di credibilità dell’ecosistema delle criptovalute, ormai intrappolato tra una politicizzazione tossica e «una predazione finanziaria istituzionalizzata».

Il memecoin TRUMP registra un calo superiore all’80% dal suo lancio
Tutto ciò apre il dibattito sulla manipolazione del mercato e finisce per trasformarsi in un argomento di campagna elettorale per il 2026. Quando i democratici si presenteranno per la rielezione, diranno: «criptovalute = Trump = male», «criptovalute = corruzione». Questo tipo di comportamento strumentalizza il settore a tal punto che metà dell’America ora detesta le criptovalute.
Charles Hoskinson
Una situazione «peggiore che sotto la presidenza di Joe Biden»
Di fronte a questa situazione, Donald Trump avrebbe vanificato ogni possibilità di vedere l’attuazione di una regolamentazione delle criptovalute in modo bipartisan e sereno negli Stati Uniti a causa dei suoi ripetuti conflitti di interesse, al punto da rischiare un rinvio che potrebbe protrarsi fino al 2029.
Per sostenere la sua analisi, Charles Hoskinson evidenzia tre elementi essenziali ritenuti problematici nella politica sulle criptovalute di Donald Trump, in particolare a causa della mancanza di chiarezza e di una visione – diversa da quella opportunistica e a breve termine – da parte della sua amministrazione:
- Un «crypto czar», David Sacks, incompetente;
- Una totale mancanza di coordinamento con il settore delle criptovalute;
- Una confusione tra interessi politici, finanziari e normativi.
Non c’è alcuna responsabilità. Non c’è alcun rispetto dello Stato di diritto, né del principio della separazione dei poteri. Si tratta di un meccanismo di trasferimento di ricchezza a vantaggio di Trump e dei suoi amici. E questo non ha aiutato nessun attore del settore delle criptovalute.
Charles Hoskinson
Secondo Charles Hoskinson, l’ecosistema delle criptovalute avrebbe perso il suo fondamento filosofico iniziale in questa corsa all’arricchimento personale. Una realtà ulteriormente accelerata dalla presa di controllo del settore da parte della finanza tradizionale, al punto da renderlo un semplice prodotto finanziario come gli altri.
Infine, egli indica lo sviluppo accelerato dell’IA come una minaccia ben più immediata del rischio quantistico, poiché aumenta i rischi di attacco e l’individuazione di vulnerabilità da sfruttare da parte di attori malintenzionati.