Bruges, Celtic, Espanyol e Southampton tra i club interessati: cifre da capogiro
I club che si sono interessati I miner di Bitcoin si arrendono: l’hashrate è al minimo da oltre 4 mesi
Mentre l’hashrate di Bitcoin è al minimo dal mese di settembre, alcuni dati on-chain suggeriscono una capitolazione dei miner. Cosa sta succedendo?
I miner di Bitcoin subiscono il calo del mercato
Nel settore del mining di Bitcoin (BTC), occorre tenere conto di diversi parametri per determinare se un’attività sia redditizia o meno.
Tra questi, possiamo citare la potenza di calcolo di cui dispone un miner (il suo hashrate), la difficoltà di mining, il cui valore dipende in parte dall’hash totale impiegato sulla rete, il costo dell’elettricità, eventuali ricavi accessori derivanti, ad esempio, dalla rivendita di calore, nonché il prezzo del BTC e l’attività della rete, che genera più o meno commissioni.
Attraverso tutte queste variabili, il mining di Bitcoin attraversa quindi cicli di redditività e altri in cui la liquidità viene messa a dura prova. Su quest’ultimo punto, gli operatori meno solidi dal punto di vista finanziario sceglieranno di spegnere i propri macchinari o di dedicarsi ad altre attività, in mancanza di redditività. Quando questa situazione raggiunge il suo apice, si parla allora di capitolazione dei miner.
Il mercato si autoregola in modo tale che, meno minatori ci sono, più diventa facile minare, motivando così gli operatori a riavviare le proprie macchine e creando cicli osservabili tramite l’analisi on-chain.
Mentre il prezzo del Bitcoin registra un calo del 28% dal suo massimo storico (ATH) del 6 ottobre scorso, la difficoltà di mining è scesa del 6% nello stesso periodo. Ciò si spiega con il fatto che il calo dei prezzi ha minato la redditività dei miner, spingendo alcuni ad abbandonare la rete. Su base settimanale, la potenza di calcolo impiegata su Bitcoin è quindi scesa del 12,34% dal suo ATH di ottobre, passando da 1.140.060.419 TH/s a 999.375.511 TH/s:

Hashrate di Bitcoin su base settimanale
Allo stesso tempo, l’Hash Ribbon mostra un periodo di capitolazione iniziato alla fine di novembre. L’Hash Ribbon viene calcolato sulla base della media mobile a 30 giorni (MA30) e della media mobile a 60 giorni (MA60) dell’hashrate. Quando la MA30 scende al di sotto della MA60, il grafico diventa rosso scuro, suggerendo una capitolazione. Al contrario, il grafico diventa rosso chiaro quando la MA30 supera nuovamente la MA60, lasciando supporre un ritorno dei miner. Nonostante alcune interruzioni, l’attuale periodo di capitolazione sembra quindi il più significativo dall’estate del 2024:

Hash Ribbon di Bitcoin da maggio 2024
Anche in borsa i minatori di Bitcoin ne risentono, come dimostrano MARA e CleanSpark, che dal 6 ottobre scorso hanno perso rispettivamente il 44,85% e il 23,29%. Nel frattempo, il BTC viene scambiato al prezzo di 91.100 dollari al momento della stesura di questo articolo, in calo del 2% nelle ultime 24 ore.
I nomi che gli fanno girare la testa: Bruges, Celtic, Espanyol, Southampton. Per non parlare dei milioni delle offerte di cui si vocifera: siamo a due cifre, cifre insolite in Serie B. Issa Doumbia è uno dei protagonisti del campionato. Squadre italiane ed europee stanno bussando alla porta del Venezia per chiedere quel ventiduenne dal volto pulito e dal fisico da Ercole che anima e allo stesso tempo protegge il centrocampo di Giovanni Stoppa, con una capacità di leggere le situazioni e di incidere che cresce di partita in partita. L’allenatore non rinuncia mai a schierarlo: 20 presenze in questo campionato, 19 delle quali da titolare in un ruolo ormai consolidato, quello di centrocampista centrale. Doumbia è uno degli idoli dei tifosi dell’Unione, protagonista finora con due gol e prestazioni sempre decisive, anche nella striscia di cinque vittorie consecutive – e 25 punti conquistati nelle ultime nove partite – che hanno portato gli arancioneroverdi al secondo posto in solitaria, in attesa della trasferta di sabato 24 gennaio a Mantova. Le sue incursioni in avanti sono impressionanti, strappargli la palla dai piedi è un’impresa. Issa è il polmone di un centrocampo che ha in Kike Perez un motore perpetuo, in Gianluca Busio un tuttofare e in Alfred Duncan una riserva di lusso. Poche squadre vantano tanta qualità a centrocampo.
Il club finora ha sempre detto di no a chiunque abbia bussato alla sua porta per lui. È un talento che va tutelato, protetto, può e deve crescere ancora. Per il momento resta a Venezia, almeno fino alla fine del campionato, poi si vedrà. Filippo Antonelli si gode i frutti dell’intuizione avuta due anni fa, quando lo andò a pescare in Serie C, all’AlbinoLeffe. Ha trattato con il presidente Gianfranco Andreoletti e con il direttore sportivo Antonio Obbedio, ha battuto sul tempo la concorrenza dell’Atalanta Under 23, della Juventus Next Gen, del Monza e della Triestina, si è assicurato il giocatore nel gennaio 2024 e lo ha ingaggiato in estate, per un milione più bonus. Gli ha fatto firmare un contratto lungimirante, fino al giugno 2029. Nella scorsa stagione, in Serie A, Eusebio Di Francesco ha iniziato a plasmarlo per il massimo livello: subito alcune presenze dalla panchina, poi l’esordio da titolare contro il Verona, con un errore sotto porta che avrebbe potuto demoralizzarlo ma sul quale il ragazzo ha lavorato fino a ritagliarsi spazi sempre più importanti nel girone di ritorno, con otto presenze da titolare e una grande partita da mezzala destra all’ultima giornata contro la Juventus. Nello stesso periodo arrivarono anche le prime esperienze con l’Italia Under 21, con due presenze nelle amichevoli di marzo contro l’Olanda (al Penzo) e la Danimarca, e soprattutto la convocazione per gli Europei, dove giocò da titolare nell’1-1 contro la Spagna. Dopo l’estate, la valutazione di Doumbia aveva già superato i due milioni di euro. Oggi siamo già oltre i sei, ma la sensazione è che la corsa non si fermerà qui.
LE RADICI— Nato a Treviglio da una famiglia di origini ivoriane, Doumbia è cresciuto a Zingonia. Ha ereditato la passione per il calcio dal padre, camionista. È molto legato al fratello maggiore, Mamadou, che lavora come addetto alle pubbliche relazioni e frequenta Rafa Leao. Issa ha giocato nell’AlbinoLeffe sin da quando era un pulcino. È cresciuto con l’amico Mohamed Alì Zoma, che oggi sta imparando il mestiere di attaccante nel Norimberga di Miroslav Klose, in Bundesliga 2. Il club bergamasco ha accompagnato la crescita di Issa, gli ha trovato un appartamento a Zanica, lo ha aiutato a credere in se stesso e nella prospettiva di una carriera da professionista. L’interesse di una squadra di Serie B lo ha reso più responsabile e oggi a Venezia sta diventando un giocatore importante. Le richieste sono numerose, sia dall’Italia che dall’Europa. Il Venezia spera di trattenerlo ancora per un po’. Magari anche in Serie A.