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BIP-110: Il nuovo tentativo di Bitcoin Knots di bandire i dati non monetari

by Tim

Il BIP-110, promosso dall’implementazione Bitcoin Knots, propone un soft fork della durata di un anno per limitare l’archiviazione abusiva di dati non finanziari su Bitcoin. Questo cambiamento, motivato dall’aumento dello spam on-chain, riaccende le tensioni tra i sostenitori di un Bitcoin neutrale e i difensori di un protocollo monetario rigoroso.

Un “soft fork” temporaneo per arginare l’archiviazione dei dati

Dopo la frenesia degli Ordinals, dei token e degli NFT su Bitcoin nel 2023 e nel 2024, che ha provocato un forte aumento delle commissioni di transazione, la comunità si è divisa in due fazioni.

Da un lato, Bitcoin Core, che ritiene che questi utilizzi, sebbene discutibili, non possano essere vietati senza compromettere la neutralità del protocollo. Dall’altro, Bitcoin Knots, guidato da Luke Dashjr, che ne sostiene la censura al fine di preservare l’uso strettamente monetario della blockchain.

Mentre una prima proposta di fork da parte del campo Knots non è riuscita a raccogliere un sostegno sufficiente, questi ultimi tornano alla carica con una nuova proposta: il BIP-110.

BIP-110

BIP-110

Questo BIP-110, noto anche come «Reduced Data Temporary Softfork», è una proposta di miglioramento del protocollo Bitcoin volta a limitare temporaneamente la dimensione dei dati non monetari inclusi nelle transazioni. Introduce quindi un soft fork della durata di un anno, il cui obiettivo è quello di riportare Bitcoin alla sua funzione primaria di moneta decentralizzata e funzionante in modalità peer-to-peer.

Concretamente, il BIP-110 aggiunge regole di convalida più rigorose per un periodo di un anno. Ad esempio, reintroduce una limitazione della dimensione degli script di output delle transazioni a 34 byte (ad eccezione di OP_RETURN, che arriva fino a 83 byte), i dati aggiunti alle transazioni tramite l’opcode PUSHDATA o nelle firme Taproot sono limitati a 256 byte, e alcune versioni di script non standard diventano invalide.

L’obiettivo di questo nuovo BIP è quindi quello di ridurre la pubblicazione di transazioni considerate da alcuni come «spam», spesso legate a token non fungibili (NFT) o memecoin.

Tuttavia, sebbene le motivazioni alla base di questo BIP siano lodevoli, la sua adozione costituirebbe essenzialmente un passo indietro rispetto ai limiti precedentemente rimossi da Bitcoin Core. Bitcoin Knots non propone, in questa fase, alcuna soluzione duratura e realmente efficace per impedire la registrazione di dati arbitrari on-chain, ammesso che un tale obiettivo sia tecnicamente raggiungibile.

Un BIP che rischia di causare una scissione della blockchain di Bitcoin

Anche tra gli sviluppatori di Bitcoin Core, molti ritengono che la registrazione di dati non monetari «inquinino» la blockchain.

Tuttavia, il loro approccio vuole essere più pragmatico: riconoscono che tali dati erano già stati registrati molto tempo prima, spesso tramite metodi ancora più dannosi per la rete, come gli Stamps o le transazioni non standard confermate direttamente dai miner, aggirando così i filtri dei nodi.

Il BIP-110 può essere attivato in due modi.

Il primo prevede l’attivazione da parte dei miner (Miner Activated Soft Fork o MASF) prima del 1° settembre 2026, se il 55% dei blocchi di un periodo di 2.016 blocchi ne segnala il sostegno.

La seconda opzione potrebbe verificarsi qualora la prima fallisse; essa si basa su un User Activated Soft Fork (UASF), come durante la “blocksize war” del 2017, in cui i nodi impongono autonomamente le nuove regole rifiutando i blocchi che non le rispettano.

Attualmente solo il 2,4% dei nodi della rete ha attivato il BIP-110.

Distribuzione dei software Bitcoin utilizzati sulla rete

Distribuzione dei software Bitcoin utilizzati sulla rete

Il rischio principale, qualora il BIP-110 venisse attivato tramite un UASF, risiede in questa soglia ridotta al 55%: potrebbe causare una desincronizzazione dei nodi se nessun miner lo sostenesse, o addirittura provocare un hard fork se i miner lo sostenessero, escludendo dalla catena principale la minoranza del 45%.

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