Il bull run del Bitcoin potrebbe benissimo non essere ancora iniziato. È questa la convinzione di Samson Mow, fondatore di Jan3, secondo cui, nonostante i recenti record, l’attuale rialzo rimane modesto rispetto all’inflazione e non preannuncia ancora il vero movimento rialzista del mercato.
Il rialzo non è ancora iniziato, secondo Samson Mow
Mentre molti investitori speravano in un ottobre rialzista per il Bitcoin, è accaduto esattamente il contrario. Dopo aver raggiunto un nuovo massimo storico sopra i 126.000 dollari il 6 ottobre, il prezzo del BTC non ha smesso di scendere, scendendo brevemente sotto i 100.000 dollari nelle ultime 48 ore.
Ora il Bitcoin si trova sull’orlo del baratro. Dopo aver trovato supporto sulla soglia simbolica dei 100.000 dollari, il mercato rimane in attesa di un possibile catalizzatore. Gli investitori si chiedono: il prezzo continuerà a salire o sta già iniziando un nuovo ciclo ribassista?
È in questo contesto che Samson Mow, fondatore della società di infrastrutture Jan3, che ha fornito consulenza a diversi governi dell’America Latina sulla loro strategia relativa al Bitcoin, afferma che il vero rally rialzista non è ancora iniziato.
Il Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile per tutto il 2025. Se credete nei cicli, allora non ha ancora raggiunto il picco.
Ciò significa un ciclo più lungo (picco del ciclo nel 2026?), oppure un rally generazionale che durerà un decennio (come l’oro dopo l’ETF), oppure che non ci saranno più cicli (Omegacycle).
Pianificate di conseguenza. https://t.co/PNqIrchWvI
— Samson Mow (@Excellion) 5 novembre 2025
Il Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile nel 2025. Se credete nei cicli, allora non ha ancora raggiunto il suo picco.
Ciò potrebbe significare un ciclo più lungo (un picco nel 2026 ?), oppure un rialzo generazionale che durerà un decennio (come l’oro dopo gli ETF), o ancora la fine dei cicli così come li conosciamo (l’Omegacycle).
Sta a voi organizzarvi di conseguenza.
Secondo lui, l’attuale rialzo «supera solo marginalmente l’inflazione» e non riflette ancora il vero potenziale del BTC. Rispetto al suo picco del 2021, il Bitcoin è cresciuto solo dell’82%, ben lontano dal +250% registrato nel ciclo precedente.
Scendendo nuovamente sotto i 100.000 dollari, il BTC torna ai livelli raggiunti nel novembre 2024. Peggio ancora, rispetto all’euro e al franco svizzero, registra un calo del 10% su base annua e un aumento limitato a solo il 55% rispetto al CHF dal 2021.
Una performance appena sufficiente a compensare l’inflazione del 2025, che mette in discussione l’esistenza stessa di un bull run.
Anche Samson Mow mette in discussione l’approccio ciclico dei mercati. Prevede uno scenario di rialzo prolungato, paragonabile a quello dell’oro dopo l’introduzione degli ETF, quando il metallo giallo aveva guadagnato oltre il 400% tra il 2003 e il 2011.
Gli investitori a lungo termine stanno vendendo i loro BTC?
Eppure il sentiment è ai minimi: il Crypto and Fear Index ha recentemente indicato «21: paura estrema», il livello più basso dall’aprile scorso, quando il BTC aveva perso il 32% e era tornato a quota 75.000 dollari.
Di fronte ai timori legati a possibili vendite da parte dei primi possessori di Bitcoin, Mow vuole rassicurare:
Non conosco nessun OG che stia vendendo in questo momento.
Tuttavia, il sentiment di mercato è ai minimi. Il Crypto Fear & Greed Index è appena sceso a 21, nella zona di «paura estrema», il livello più basso dal mese di aprile, periodo in cui il BTC aveva perso il 32% e aveva brevemente toccato i 75.000 dollari.

Indice di paura e avidità del Bitcoin
Mow invita inoltre gli investitori a mantenere una visione a lungo termine, piuttosto che lasciarsi sopraffare dalla paura. Fedele al suo ottimismo, ritiene che la vera domanda non sia se il Bitcoin aggiungerà uno zero al suo prezzo, ma quando.