In questo periodo di fine anno, il settore delle Digital Asset Treasuries (DAT) ha sostituito l’euforia iniziale con una certa rassegnazione di fronte a risultati più che contrastanti. Ciononostante, BitMine, leader nel settore delle Ethereum Treasuries, ha appena annunciato la distribuzione di dividendi ai propri azionisti.
BitMine annuncia il pagamento dei dividendi
Con il senno di poi offerto dagli ultimi mesi dell’anno, il 2025 potrebbe riassumersi in una serie di operazioni di «pump and dump» condotte dalle numerose società quotate in borsa diventate Digital Asset Treasuries (DAT). Un modo per offrire una rinascita borsistica esplosiva — ma evidentemente poco duratura — a titoli azionari moribondi grazie alla detenzione strategica di criptovalute.
Infatti, i forti rialzi innescati da questi annunci ufficiali lasciano ora spazio a ribassi altrettanto significativi, al punto da azzerare quasi completamente, in alcuni casi, le performance annuali associate a questo nuovo modello economico aziendale.
Un panorama in cui spiccano alcuni colossi, come l’emblematica Strategy per il Bitcoin e, a parità di proporzioni, la società Bitmine per Ethereum. Quest’ultima, infatti, detiene oltre 3,6 milioni di Ether, stimati a 10,5 miliardi di dollari al corso attuale dell’ETH.

Top 5 delle attuali riserve di Ethereum
Una posizione che sembra consentire al suo CEO, Tom Lee, di rimanere fiducioso, nonostante un mercato delle criptovalute che «continua a soffrire a causa della diminuzione della liquidità e delle dinamiche di mercato registrate dal 10 ottobre». E a ragione, dato che ha appena annunciato il pagamento programmato dei dividendi ai detentori di azioni BMNR.
BitMine continua ad attuare la propria strategia ai massimi livelli. L’azienda è ben posizionata per il 2026 e non vediamo l’ora di avviare lo staking di ETH con il nostro MAVAN, ovvero Made in America Validator Network, all’inizio del prossimo anno.
Tom Lee
Un jackpot di… 0,01 dollari per azione
Secondo il bilancio ufficiale depositato dalla società, Bitmine avrebbe registrato un utile netto per l’esercizio fiscale 2025 stimato a poco più di 328 milioni di dollari. Di conseguenza, annuncia un EPS (utile per azione) pienamente diluito per questo periodo pari a 13,39 dollari per azione.
Una situazione che permette a Bitmine di presentarsi come «la prima grande società del settore delle criptovalute a dichiarare un dividendo annuale» grazie al suo impegno a «creare valore per gli azionisti». Un bel discorso che nasconde una realtà più banale, poiché il dividendo versato ammonta a… 0,01 dollari per azione.
Per farsi un’idea più concreta, un azionista di Bitmine che possieda un portafoglio di 1.000 azioni BMNR, attualmente stimato a poco più di 31.000 dollari, riceverà un pagamento di appena 10 dollari di dividendi. Speriamo solo che non abbia acquistato le sue azioni al picco del 3 luglio scorso a 135 dollari, altrimenti difficilmente riuscirà a compensare la sua perdita di 104.000 dollari.
Questo annuncio di Bitmine è accompagnato dalla presentazione del suo programma di staking di ETH denominato MAVAN, acronimo di Made in America Validator Network, con test attualmente in corso presso diversi partner pilota.
Ma anche dalla promessa fatta dal suo amministratore delegato, Tom Lee, di assistere a una rapida ripresa dei prezzi delle criptovalute sul modello dello «shock di liquidità post-FTX del 2022, che ha impiegato otto settimane per risolversi».