Piazzare scommesse macabre su attacchi militari in tempo di guerra non sembra più bastare agli scommettitori di Polymarket: ora hanno iniziato a minacciare i giornalisti per costringerli a riscrivere le notizie a loro vantaggio. Un caso che riguarda un attacco iraniano sul suolo israeliano reso ufficiale dal Times of Israel, la cui scommessa ammontava a un volume totale di 20 milioni di dollari.
Scommettere sulla guerra: i mercati predittivi alla deriva
La libertà offerta dal settore delle criptovalute si scontra molto spesso con l’evidente mancanza di etica di alcuni dei suoi utenti, visibilmente determinati ad approfittare di questa assenza di regole per arricchirsi in ogni modo possibile, anche se ciò comporta scommettere su atti di guerra.
Una realtà legata alla forte popolarità registrata dalle piattaforme di mercati predittivi nel corso dell’ultimo anno, recentemente tornata alla ribalta in seguito all’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani in Iran, anche se i primi casi rilevati riguardano il conflitto in Ucraina.
Infatti, su Polymarket compaiono regolarmente scommesse relative a attacchi in Iran, ma anche a ripercussioni militari in Turchia o a un’espansione nel resto del Medio Oriente, con una data specifica in gioco ogni volta. Al punto da arrivare a scommettere sulla prospettiva di un attacco nucleare, prima che la piattaforma reagisse per rimuovere quella scommessa di troppo.
Nel caso in questione, si trattava più precisamente di un attacco iraniano contro Israele, la cui data doveva ancora essere stabilita dagli scommettitori, con un volume totale superiore a 20 milioni di dollari quando il quotidiano The Times of Israel ha annunciato ufficialmente l’impatto di un missile iraniano nei pressi della città israeliana di Beit Shemesh, il 10 marzo.

Scommessa su Polymarket riguardante un attacco iraniano in Israele
Gli scommettitori di Polymarket cercano di riscrivere l’attualità a proprio vantaggio
Un evento bellico apparentemente archiviato che tuttavia si rivelerà problematico per alcuni scommettitori di Polymarket, evidentemente perdenti su questa notizia. E invece di ammettere il proprio fallimento in un contesto già ampiamente dubbio, non esiteranno a minacciare direttamente il giornalista all’origine della dichiarazione di questo impatto, Emanuel Fabian, inviandogli numerosi messaggi.
L’obiettivo? Modificare la classificazione di questo attacco con un missile balistico in una semplice operazione intercettata dai servizi di sicurezza israeliani, e quindi considerata fallita. Richieste inizialmente amichevoli, che si trasformeranno rapidamente in vere e proprie minacce, supportate da documenti falsi.
Contemporaneamente, anche un collega di questo giornalista è stato avvicinato, ricevendo l’offerta di una parte dei guadagni del suo interlocutore se fosse riuscito a convincerlo a modificare le sue dichiarazioni, mentre un altro scommettitore annunciava una perdita di 900.000 dollari, cifra che sarebbe stato disposto a investire per «finirlo».
Contattata dal Times of Israel, la piattaforma Polymarket ha dichiarato di «condannare le molestie e le minacce rivolte a Emanuel Fabian, o a qualsiasi altra persona», senza tuttavia annunciare misure concrete per contrastare la proliferazione di questo tipo di scommesse.