Il Ministero delle Finanze francese (Bercy) ha approvato la cessione di Exaion, filiale di EDF specializzata nel calcolo ad alte prestazioni, al colosso americano Mara Holdings. Un consorzio francese propone tuttavia di acquisire la filiale per utilizzarla nel mining di Bitcoin. La Francia sta per svendere una perla strategica?
Il Ministero delle Finanze approva la cessione della perla francese Exaion
Exaion, la filiale di EDF specializzata nel calcolo ad alte prestazioni, sarà venduta al colosso americano Mara Holdings se Matignon non si opporrà.
Martedì 20 gennaio, la Direzione Generale del Tesoro, la Direzione Generale delle Imprese (DGE) e il Segretariato Generale del Ministero della Transizione Ecologica hanno inviato una lettera di impegno alla società americana Mara Holdings. Quest’ultima è stata trasmessa tramite lo studio legale Darrois Villey Maillot Brochier, che rappresenta il gruppo in Francia.
Questo è quanto afferma almeno La Lettre, che dichiara di aver consultato un documento che illustra in dettaglio le «condizioni relative alla cessione» di Exaion, trasmesso a Mara Holdings.
I nostri colleghi hanno contattato il Ministero delle Finanze (Bercy), il quale ha indicato che «il fascicolo è ancora in fase di esame nell’ambito della procedura di controllo degli investimenti esteri». Secondo le loro informazioni, il governo dovrà in realtà pronunciarsi entro il 31 gennaio, termine fissato da Mara Holdings.
In effetti, il dossier deve ancora essere sottoposto a valutazione politica da parte del ministro dell’Economia Roland Lescure e di Sébastien Lecornu, ministro delle Forze armate.
Inoltre, è opportuno precisare che il senatore Dany Wattebled e il deputato Philippe Latombe si sono occupati della questione, in particolare adendo la Procura nazionale finanziaria in merito a sospetti di traffico di influenze e di abuso di potere a fini illeciti.
La Lettre riferisce quindi che giovedì 22 gennaio Dany Wattebled ha trasmesso la lettera di impegno della DG Trésor all’ufficio di Sébastien Lecornu per chiedere chiarimenti. La lettera sarà poi trasmessa al procuratore finanziario.
Cosa significa davvero la parola «sovranità» in francese?
I negoziati relativi alla vendita di Exaion non sembrano risentire della realtà geopolitica e geoeconomica imposta da Donald Trump negli ultimi tempi. Il forum di Davos ha posto la sovranità tecnologica, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), al centro del dibattito.
I leader europei, proprio come Emmanuel Macron, hanno ribadito con forza la necessità di rafforzare la sovranità europea e di promuovere una «preferenza europea» di fronte ai colossi americani.
Il presidente della Repubblica si è inoltre presentato al fianco di diverse aziende francesi operanti nel settore dell’IA (H Company, Quandela, Quobly), invitate dall’Eliseo a unirsi alla delegazione francese per valorizzare il know-how francese.
Nonostante questo forte discorso politico, la lettera di impegno conferisce a Mara Holdings il controllo del 64% di questa perla francese. Inoltre, una volta passata sotto bandiera americana, Exaion dovrà continuare a garantire gli aggiornamenti e lo sviluppo delle sue soluzioni software più sensibili, come EDF Transfer.
Questa piattaforma è stata implementata per garantire la sovranità dei dati e la loro riservatezza. Sotto il controllo di Mara Holdings, tuttavia, tali dati rientrerebbero nell’ambito di applicazione del Cloud Act, che impone la trasmissione delle comunicazioni su richiesta del Dipartimento di Giustizia statunitense.
Come sottolinea l’Istituto Nazionale del Bitcoin (INBi), la clausola di non concorrenza che vieta a EDF qualsiasi attività legata al calcolo intensivo costituisce un’aberrazione strategica. In un momento in cui l’intelligenza artificiale e il mining di Bitcoin richiedono capacità enormi, privarsene è un’assurdità.
Mentre l’equilibrio internazionale sta vacillando.
Mentre i rapporti di forza tornano ad essere un dato di fatto politico.
Mentre le reti elettriche non sono mai state così strategiche.
Mentre il sistema monetario mondiale si sta trasformando sotto i nostri occhi.Mentre il presidente Macron afferma… pic.twitter.com/DtIQOxUOz6
— Istituto Nazionale del Bitcoin (INBi) (@BitcoinPolicyFr) 24 gennaio 2026
Ricordiamo che, di fronte a questa situazione, un consorzio francese guidato da Sébastien Gouspillou, cofondatore di BigBlock (società di mining di BTC) e sostenuto dall’INBi, ha presentato una controfferta di 30 milioni di euro per acquisire una parte della filiale di EDF.
L’obiettivo è quello di non svendere le «perle tecnologiche sovrane che stanno crescendo in Francia», per riprendere le parole dell’ex ministro dell’Economia, Antoine Armand. L’ambizione è piuttosto quella di farne un pilastro della sovranità e contribuire allo sviluppo tecnologico della Francia.