Un influencer del settore crypto reclamava i suoi 3 milioni di dollari bloccati dalla piattaforma di scambio di criptovalute MEXC dallo scorso luglio. Quattro mesi dopo – e di fronte a una campagna molto attiva sui social – l’exchange ha appena fatto ammenda restituendo i fondi.
A un influencer del mondo delle criptovalute vengono confiscati 3 milioni di dollari da MEXC
Alcune disavventure nel mondo delle criptovalute assomigliano talvolta a miti emblematici come quello di Davide e Golia. Solo che in questo caso, il figlio del pastore, eroe di questa battaglia, aveva accesso ai social media e godeva dello status di influencer riconosciuto grazie al suo account The White Whale.
Una posizione che gli ha permesso, a partire dallo scorso agosto, di condurre una vera e propria crociata contro la piattaforma di scambio di criptovalute MEXC, che in questa vicenda incarna il gigante Golia. Il motivo? Il blocco di 3 milioni di dollari, a seguito della sospensione del suo account.
La motivazione addotta, secondo l’exchange, riguardava l’invio di 2 ordini nello stesso secondo. Un’attività giudicata troppo rapida, che indicava l’uso di uno strumento di trading automatizzato, evidentemente vietato sulla piattaforma. Un motivo comunque sufficiente per confiscargli i 3 milioni di dollari detenuti sul suo conto.
Ma The White Whale non ha intenzione di fermarsi qui, e già dalla fine di agosto sarà messa in palio una ricompensa di 2 milioni di dollari. L’occasione per esporre il punto di vista dell’influencer di fronte a una procedura ritenuta inaccettabile e del tutto arbitraria.
Quel denaro proveniva dai miei risparmi guadagnati con fatica, e ogni dollaro che ho guadagnato sulla piattaforma derivava da un trading pulito, legittimo e basato sulle competenze. La mia unica colpa immaginabile? Ero troppo redditizio. Battevo sistematicamente i loro market maker esterni – le società con cui si associano discretamente per fungere da controparte nelle operazioni.
The White Whale
«Abbiamo fatto un casino»
Un’avventura che avrebbe potuto finire lì, aspettando semplicemente che l’incendio sui social si spegnesse. Ma era senza contare sul recente intervento dell’investigatore crypto ZachXBT in questa vicenda, venuto in aiuto di questo trader accusato di ogni male da MEXC per giustificare la propria azione, proprio mentre l’azienda non rispetta a sua volta i propri impegni (come la tutela dei dati personali).
L’intervento è stato evidentemente proficuo, poiché già il giorno successivo la direttrice della sicurezza (CSO) di MEXC, Cecilia Hsueh, ha pubblicato un mea culpa sulla rete X in cui ammette senza mezzi termini che l’exchange ha «fatto un casino» in questa vicenda, a seguito di una crescita descritta come molto rapida.
Abbiamo fatto un casino. Porniamo le nostre scuse a The White Whale, i cui fondi sono già stati sbloccati. Può richiederli in qualsiasi momento. Ho comunicato male con lui. Mi sono lasciata trasportare dall’emozione, e non avrei dovuto.
Cecilia Hsueh
Alcuni osservatori indicano più precisamente come vera motivazione un aumento significativo dei prelievi di fondi effettuati dagli utenti di questa piattaforma di scambio da quando è venuto alla luce questo caso, così come il fatto che nulla sarebbe accaduto se la vittima avesse avuto meno follower sul social network X. C’è da riflettere…