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Nuovo FUD su Tether — Una diversificazione in oro e Bitcoin che potrebbe causarne la rovina?

by Christian

Nonostante i suoi innegabili successi e la forza d’urto della sua stablecoin USDT, Tether rimane l’eterno gigante delle criptovalute su cui tutti amano scagliarsi. Ultimo esempio in ordine di tempo: uno scenario catastrofico immaginato da Arthur Hayes in relazione alla sua diversificazione in oro e Bitcoin.

Tether: una diversificazione in oro e BTC che potrebbe rendere l’USDT insolvente?

Lo sviluppo del settore delle criptovalute ha già permesso la nascita di alcuni colossi, tra cui l’indiscusso leader del mercato delle stablecoin Tether e il suo USDT, attualmente valutato 185 miliardi di dollari, ovvero oltre il 60% delle quote di questo mercato.

Una posizione conquistata nonostante le numerose e ricorrenti critiche relative alla sua forte centralizzazione, ma anche alla gestione delle sue riserve, giudicata troppo opaca. Risultato: questa società accumula successi e profitti, vedendosi al contempo esclusa da giurisdizioni normative di primo piano come l’Unione Europea o gli Stati Uniti.

Un paradosso all’origine di numerose speculazioni sulla sua effettiva forza, o sulla sua capacità di garantire la solvibilità della sua stablecoin USDT. Un ultimo interrogativo riportato alla ribalta dall’investitore Arthur Hayes, di fronte a ciò che egli identifica come «l’inizio dei primi round di un’enorme operazione sui tassi d’interesse».

Infatti, il cofondatore ed ex CEO della piattaforma di scambio di criptovalute BitMEX ritiene che l’ultimo rapporto trimestrale di Tether metta in evidenza una strategia aziendale volta a contrastare il possibile calo dei tassi della Fed, «che schiaccerebbe i proventi da interessi» delle sue riserve, ampiamente esposte ai titoli del Tesoro statunitense.

Ultimo rapporto trimestrale di Tether citato da Arthur Hayes

Ultimo rapporto trimestrale di Tether citato da Arthur Hayes

In risposta, acquistano oro e BTC, che in teoria dovrebbero aumentare vertiginosamente di valore mentre il prezzo dell’argento scende. Ma un calo di circa il 30% di queste posizioni azzererebbe il loro capitale, e a quel punto l’USDT diventerebbe teoricamente insolvente.

Arthur Hayes

Nuovo FUD contro Tether, secondo il suo CEO Paolo Ardoino

Con questa pubblicazione, Arthur Hayes sembra annunciare un’imminente insolvenza dell’USDT associata all’attuale calo del Bitcoin e alla correzione innescata dal prezzo dell’oro dal suo ultimo picco, a causa della politica di diversificazione di Tether che, tuttavia, dovrebbe garantirle una maggiore solidità.

Un nuovo tentativo di FUD contro Tether, secondo il suo CEO Paolo Ardoino, organizzato da «alcuni influencer che o sono negati in matematica, o sono incentivati a promuovere [i] propri concorrenti». E a ragione, poiché il suo ultimo rapporto trimestrale ricorda inoltre che «Tether continuerà a mantenere un cuscinetto di riserve in eccesso di diversi miliardi di dollari e un patrimonio netto complessivo del Gruppo che si avvicina ai 30 miliardi di dollari».

Uno scenario catastrofico messo in discussione anche dall’ex responsabile della ricerca sulle criptovalute presso Citi, Joseph Ayoub, dopo «centinaia di ore trascorse a redigere ricerche su Tether». Infatti, egli spiega come le attività dichiarate differiscano da quelle dell’azienda e quanto Tether si imponga come «una delle aziende che generano liquidità nel modo più efficiente al mondo» con soli 150 dipendenti.

Tutto ciò permette di stimare il valore del loro patrimonio netto tra i 50 e i 100 miliardi di dollari. Anche se hanno dichiarato di voler raccogliere 20 miliardi per il 3%, il che li valuterebbe a circa 500 miliardi di dollari. Probabilmente ciò non avverrà, ed è senza dubbio una valutazione eccessiva, ma resta comunque un capitale proprio molto prezioso.

Joseph Ayoub

Un semplice tentativo di manipolazione del mercato?

Tante smentite che mettono in discussione le affermazioni di Arthur Hayes, giudicate a dir poco allarmistiche. Tanto più se si considerano i suoi ricorrenti tentativi di orientare il mercato a proprio vantaggio, associati a una dichiarata volontà di vedere «i media mainstream scatenarsi su questo argomento».

Non stiamo piuttosto assistendo a una strategia volta a innescare un calo più significativo del mercato delle criptovalute, con l’obiettivo di trovare un buon punto di ingresso? Un’eventualità chiaramente prevista dal fondatore e CEO della struttura di analisi CryptoQuant, Ki Young Ju:

Traduzione: Attualmente la mia posizione non è ottimale e vorrei che i prezzi delle criptovalute scendessero per poter acquistare a livelli più bassi.

Ki Young Ju

La questione si pone seriamente.

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