Secondo un articolo del Financial Times, l’Iran intende continuare a utilizzare le criptovalute per armarsi. Le risorse sarebbero utilizzate per acquistare missili balistici, navi da guerra e altri tipi di armamenti.
L’Iran punta sulle criptovalute per il proprio armamento
Il rapporto del Financial Times indica che il Ministero della Difesa iraniano ha manifestato questa settimana il proprio interesse per le criptovalute. Il Paese, oggetto di pesanti sanzioni internazionali, utilizza già le cripto-attività per aggirare le limitazioni che gli sono state imposte
Il Ministero della Difesa vorrebbe tuttavia andare oltre e utilizzare le criptovalute per rifornirsi di missili balistici, navi da guerra e altri tipi di armamenti “avanzati”.
Il Centro esportazioni del Ministero della Difesa iraniano […] dichiara di essere pronto a negoziare contratti militari che consentano pagamenti in valute digitali. [Questo è] uno dei primi casi noti in cui uno Stato-nazione ha pubblicamente dichiarato la sua volontà di accettare le criptovalute come mezzo di pagamento per l’esportazione di materiali militari strategici.
Eludere le sanzioni internazionali
L’Iran sta ampliando i suoi strumenti di elusione, che gli consentono di aggirare le sanzioni internazionali. Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver sanzionato 29 navi di una “flotta fantasma” utilizzata per la consegna clandestina di petrolio iraniano.
Il Paese, che è stato oggetto di attacchi americani alle sue installazioni nucleari, avrebbe anche alimentato il suo programma grazie alle criptovalute.
Inoltre, sebbene sia difficile confermare queste cifre, secondo Reuters l’Iran avrebbe rappresentato il 4,5% della potenza di calcolo utilizzata per il mining di Bitcoin nel 2021. A causa dell’opacità delle transazioni, non è possibile stimare con precisione l’entità delle reti di criptovalute utilizzate dall’Iran.
È interessante notare che i paesi soggetti a pesanti sanzioni economiche, come l’Iran, la Russia o il Venezuela, si stanno orientando verso le criptovalute. Ciò sottolinea l’aspetto decentralizzato di queste ultime, che sono state concepite per funzionare al di fuori del controllo degli Stati.